The Empty House

The Empty House racconta la storia di un’assenza, senza privilegiare la nazionalità di alcune vittime rispetto ad altre. Questo lavoro vuole essere una riflessione sull’assenza, sul vuoto doloroso che la scomparsa di una persona cara lascia nelle vite di chi lo ha amato. I protagonisti potrebbero essere di qualsiasi Paese del mondo che ha conosciuto il dramma delle persone scomparse.”

E’ questa l’introduzione del web documentario prodotto da PeaceReporter e realizzato da Nicola Sessa e Christian Elia. Un viaggio iniziato a Milano e terminato a Tirana per raccontare una storia che, come dicono i due autori, non ha una fine. Nel 1999  una delle guerre europee più sanguinose e più vicine a noi nel tempo e nello spazio aveva il suo inizio, era la guerra in Kosovo. Prima, durante e dopo il conflitto sarebbero 1800 le persone scomparse. Uccise o svanite nel nulla.

Il documentario raccoglie diciassette storie suddivise in tre aree: istituzioni e ufficiali, parenti delle vittime e la famiglia Katuci. Video, interviste, fotografie, documenti extra e immagini d’archivio ripercorrono la storia del conflitto nella regione dell’ex Jugoslavia, intrecciata a storie personali come quella di una famiglia che vive in un’apparente normale casa abbandonata nell’Albania settentrionale, la famiglia Katuci.

In questa casa, la “empty house”, secondo la Procura di Belgrado tramite prove e testimonianze, durante gli anni del caos in Kosovo, molte persone sarebbero state portate con la forza e alle quali sono stati espiantati gli organi, per poi essere rivenduti sul mercato illegale a livello internazionale. Oggi come allora, la famiglia Katuci abita nella casa gialla e, nel tentativo di recuperare una sorta di normalità, nega che tra quelle mura siano state perpetrate violenze di ogni tipo.

Realizzato in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale delle Persone Scomparse (ogni 30 agosto secondo una risoluzione del 1984 votata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite), The Empty House è stato nominato tra i web documentari finalisti di Visa Pour l’Image 2010 di Perpignan.

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