Anna Stevens – Multimedia Producer di Panos Pictures

Uno dei bei ricordi che ho di Londra. Qualche birra con Sara Guerrini (ex Gallery Stock, dal 2012 photo editor al D – La Repubblica delle Donne) e Anna Stevens, multimedia producer della Panos Pictures. L’agenzia fotografica inglese Panos è conosciuta e rispettata a livello internazionale per il suo approccio intelligente e serio nel raccontare storie da ogni parte del mondo, di cui è tra i testimoni più integri e attendibili da oltre 20 anni. Come gli stessi ragazzi della Panos dicono, hanno piena consapevolezza che “la fotografia è più di qualche immagine pubblicata sulle pagine dei giornali” e che oggi è sempre più importante conoscere “ogni forma di comunicazione visiva come la produzione di mostre, il multimediale, il video e la cura di progetti documentaristici a lungo termine“. Preso atto di questa realtà, la Panos è una dei partner preferiti sia da società commerciali private che da organizzazioni no-profit.

Anna, giovanissima e dalla risata molto più che contagiosa, è la Multimedia Producer dell’agenzia londinese di Honduras Street, nello stesso palazzo in cui convivono Foto8 e la Host Gallery.

Anna, puoi brevemente raccontare chi sei, cosa hai fatto e che ruolo hai alla Panos?

Il primo incontro con la fotografia è avvenuto in un college tecnico di Bristol dove studiavo per ottenere un diploma, con il quale sono potuta entrare alla Magnum di Londra dove stavano cercando qualcuno che si occupasse della post produzione digitale. E poi dalla Magnum sono arrivata alla Panos. Ho creato il dipartimento multimediale dell’agenzia in questi ultimi due anni. Inoltre è importante saper promuovere i nuovi progetti multimediali che gli stessi fotografi realizzano, oltre che aiutarli nell’editing.

Perché un’agenzia fotografica, come la Panos, ha introdotto prodotti di multimedia storytelling? E quali sono i vostri obiettivi a livello di mercato, solo quello editoriale oppure ve ne interessano altri?

Abbiamo deciso di produrre multimedia per sperimentare nuove piattaforme su cui presentare il lavoro dei nostri fotografi. L’utilizzo finale di un prodotto multimediale può esser maggiormente tenuto sotto controllo dagli stessi fotografi. La Panos, poi, viene percepita anche come l’editore di multimedia di cui mantiene i diritti, un editore con la propria esperienza e competenza proprio come i fotografi rappresentati dall’agenzia stessa. Inoltre c’è la possibilità di sentire ciò che pensano coloro che vengono fotografati utilizzando audio e video interviste, e questo è in piena sintonia con l’etica della Panos. L’editoria online è al momento il mercato adatto per questo tipo di lavori, ma il budget in Gran Bretagna è ancora fin troppo limitato. In altre parti le cose mi sembrano che vadano meglio ma credo che anche qui non tarderà il tempo di veder crescere maggiore domanda di mercato. La collaborazione con diversi partner (privati ed organizzazioni) ci permette di avere anticipatamente i fondi necessari per realizzare determinati progetti e di poter raggiungere un pubblico molto più numeroso e vario di quanto l’editoria possa fare.

Qual è la storia multimediale di cui sei più orgogliosa e perché?

Still Here, Still Human è stato il primo che ho prodotto, insieme al fotografo Abbie Trayler-Smith. E’ stata un’esperienza per entrambi importante perché abbiamo avuto modo di vedere le potenzialità di questo nuovo modo di raccontare e, inaspettatamente, abbiamo ricevuto molti consensi. Recentemente sono fiera di aver realizzato “Rape – A Weapon War” di Robin Hammond sulla violenza alle donne nella Repubblica Democratica del Congo. E poi l’importante è che mi coinvolgano come editor ma anche come spettatrice, parlando di contenuti. Capita spesso di dover lavorare su fotografie straordinarie e da subito ne sono orgogliosa.

Come pensi cambierà il modo di vedere reportage nell’editoria? Dove e come sarà la Panos tra qualche anno?

Io credo davvero che il multimedia, a partire dagli slideshow con audio e video, dureranno, dal momento che penso sia un’occasione per meglio ottimizzare l’uso dell’immagine fotografica. Certo, ci sarà la minaccia di un facile aumento di video ma nel linguaggio interattivo la fotografia avrà sempre una forza inestinguibile. Come sai, abbiamo fotografi di altissima qualità e credo che tra qualche anno molti di loro saranno anche degli eccellenti video operatori con maggiori opportunità. In un futuro non lontano vedo crescere la Panos come editore, tanto da poter raccontare direttamente le storie come se fossimo un tradizionale canale editoriale. Nonostante tutto, siamo ancora un’agenzia fotografica e continueremo a produrre grande fotografia e a investire su di essa. Al momento, per esempio, stiamo lavorando a un programma educativo con nuovi fotografi dell’Africa orientale e sono progetti come questi che mi fanno amare il mio lavoro.

Vuoi raccontarmi qualche episodio divertente che ti è successo mentre lavoravi ad una produzione multimediale?

Posso saltare questa domanda? Penso che non sia mai successo nulla di divertente… Solitamente sono abbastanza stressata quando faccio editing!

Panos Pictures è rappresentata in Italia da LUZphoto.