Vi raccontiamo l’Italia

Non vorrei aprire la porta, già sfondata, della politica italiana e mi limito a ricordare una delle frasi più ricorrenti e pesanti che, reciprocamente, politici di ogni colore e non  solo si rinfacciano nei salotti televisivi e sulle pagine dei giornali: “lei non conosce il paese reale!”. Certo è che dirla ad un politico è davvero un’affermazione pesante e dolorosa per chi la riceve, almeno in teoria così dovrebbe essere. Essere lontani dal paese reale, ovvero dall’Italia dei comuni mortali, ed esserne allo stesso tempo rappresentante nel Palazzo è un paradosso. Un paradosso normalizzato e accettato.

Metto da parte la politica. Forse è meglio. E vado a introdurre due progetti italiani che vogliono raccontare l’Italia di oggi, in forme e obiettivi diversi, entrambi partiti nel 2010.

Voices From Italy un progetto fotografico curato dal collettivo Micro, il quale ha preso da Stuart Pilkington l’idea di coinvolgere 20 fotografi che rappresentino ciascuno una delle 20 regioni italiane. I fotografi scelti (freelance ma ancora autori di agenzie come Contrasto, Prospekt e LUZphoto) ogni mese contribuiscono inviando immagini inerenti a sei argomenti scelti da Voices From Italy: persone, habitat, lavoro, paesaggio, luogo comune e Miracolo Italiano.

C’è un impegno più giornalistico, invece, in Reportage Italia, il progetto realizzato dai giornalisti Laura Eduati, Andrea Milluzzi, Davide Varì e dal fotografo Emiliano Mancuso. Insieme realizzano inchieste e raccontano storie adoperando testi, fotografie e video. Per spiegare meglio i loro obiettivi ricorro alle loro parole: “Vogliamo registrare i cambiamenti del nostro Paese, vogliamo uscire dai luoghi comuni che vorrebbero dipingere un’Italia un tempo allegra e oggi depressa. Non vogliamo cadere nella facile distinzione tra berlusconiani e anti-berlusconiani o nella contrapposizione tra giovani e vecchi, nord e sud. Reportage Italia, quindi, nasce come un viaggio in una terra straniera che si conosce, al giorno d’oggi, solamente attraverso la visione distorta dei media generalisti. E’ un progetto che vive nel web e aderisce allo slogan dello slow journalism. Un nuovo modo di giornalismo che si richiama alla tradizione dei reportage di approfondimento confezionati senza la fretta dell’ultima notizia.” La novità di Reportage Italia è anche nel ruolo dell’editore, ovvero loro stessi, in relazione ai finanziatori, ancora loro stessi e chiunque creda nella necessità di raccontare l’Italia. Infatti, con lo slogan “un euro un chilometro” Reportage Italia ha lanciato una campagna abbonamenti: con pochi euro spesi bene si possono leggere e vedere le inchieste (qui un assaggio) e contribuire in quelle nuove.

Se volete saperne di più, vi rimando alle interviste (Vi raccontiamo l’Italia#2 – Le interviste) al collettivo Micro e al fotografo Emiliano Mancuso.

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