A Matter of Decency

E’ da oggi online il nuovo web documentary di Bombay Flying Club.

A Matter of Decency racconta efficacemente l’attuale difficile situazione in cui vivono i rifugiati in Danimarca. Nel 1951 il paese scandinavo fu il primo stato firmatario della convenzione Onu relativa ai diritti dei rifugiati. Per decenni lo stato danese ha aiutato numerosi rifugiati dell’Europa dell’est e di altre parti del mondo. Negli ultimi anni, però, le leggi nazionali si sono fatte sempre più rigide e restrittive, fino ad ammonimenti e critiche dall’estero verso il governo di Copenhagen per aver violato e, di fatto, stracciato le convenzioni internazionali. Il web documentary racconta la storia di una famiglia del Kosovo e dei danesi che hanno scelto di violare la legge e rischiare il carcere pur di aiutare delle persone.

Bombay Flying Club è una delle realtà europee più interessanti nella produzione di documentari multimediali di forte impatto visivo e dalla solida struttura fotogiornalistica. I tre fondatori, due fotografi danesi e un giornalista canadese, hanno lavorato per un anno intero ad A Matter of Decency, incontrando numerose difficoltà, come la perdita di uno dei protagonisti del documentario, arrestato e rimpatriato dalla polizia, oppure – ovviamente – di spese e costi di produzione interamente anticipati da BFC.

Il mondo visto da 365 finestre

Porte aperte alle finestre. Sarà forse il ricordo della fotografia da cui tutto ebbe inizio (Niépce e la prima apparente fotografia mai realizzata) oppure il fascino per la pericolosa morbosità delle finestre non solo sui cortili, rimane il fatto che è la seconda volta, in due mesi scarsi, che parlo di progetti fotografici legati alle finestre.
La prima volta era il bellissimo multimedia Out My Window della regista canadese Katerina Cizek, stavolta è un progetto italiano ideato da Valentina Furri Tedeschi: Window Project 2010. Si tratta di un blog in cui, per tutti i 365 giorni del 2010, viene scelta (tra le tante ricevute) una fotografia –  da qualsiasi parte del mondo, realizzata con qualsiasi tecnica fotografica e scattata da chiunque volesse farla. Prima e ultima regola: mandare la foto lo stesso giorno in cui è stata fatta. Gradito, ma direi obbligatorio, un personale testo di interpretazione o descrizione.
Mancano 4 giorni e il progetto web 2010 si chiude, ma le finestre resteranno aperte.


PJ Harvey + Seamus Murphy

Per promuovere il suo nuovo album “Let England Shake“, in uscita per gli inizi del 2011, PJ Harvey si è affidata al web, come tutti bene o male, e a un fotografo. Lui è Seamus Murphy, della VII agency, ed è un grande reporter pluri-premiato.
Murphy ha realizzato 12 cortometraggi, nel pessimo gergo foto-giornalistico è insufficientemente chiamato multimedia, unendo le sue immagini – fisse e in movimento – ai nuovi brani della musicista che, da oggi , pubblicherà sul suo sito.
Su Rolling Stone Italia così sono definiti i video di Seamus/PJ, “ispirati e sviluppati sui temi dell’album, i corti sono stati creati alla maniera dei classici reportage fotografici, registrando soltanto situazioni vere e spontanee, nel tentativo da parte dell’autore di documentare l’Inghilterra e gli inglesi.
Questo è il primo video della serie ,”The Last Living Rose”:

Quanto mi pagano per una fotografia?

Quanto costa una fotografia? Quanto paga una rivista per due giorni di lavoro? E un reportage esclusivo quanto rende? Non ci sono risposte uguali per tutti. E se ci fossero, ognuno se le tenga per sè. Non è l’idea dei creatori del sito Shakodo.com, il portale in cui la community di fotografi ed esperti del settore postano domande e risposte su prezzi e costi della fotografia.

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The New Life (Lise Sarfati + Death in Vegas)

Video | Titolo The New Life | Fotografie di Lise Sarfati/Magnum | Musiche dei Death in Vegas | Links: Lise SarfatiDeath in Vegas | Mi piace | Trailer per un gran bel libro |

“Lise has created this video because she was listening all the time to Death in Vegas when she was doing The New Life. Afterwards she met Richard Fearless from Death in Vegas in Paris…”