Lo sdoganamento di William Eggleston

William Eggleston è stato sdoganato. Nel senso metaforico del termine, il fotografo statunitense è da ieri legittimato, superando vecchi pregiudizi, ad entrare nel mondo dell’arte contemporanea. Prendere, poi, lo sdoganamento nel suo valore quasi etimologico, può ugualmente essere plausibile: per entrare da un mondo ad un altro è stato pagato un dazio. Sì, di $ 5.903.250.
Somma che verrà incassata, grazie a Christie’s, dall’associazione Eggleston Artistic Trust, nata per preservare e valorizzare l’opera del fotografo.
Ieri si è tenuta una tanto attesa asta di 36 opere di William Eggleston rivolta principalmente a collezionisti d’arte contemporanea. Un mercato nuovo per Eggleston che da anni aveva già conquistato quello fotografico. Christie’s ha così contribuito ad un successo, non del tutto scontato: 100% di venduto e record d’artista. L’opera più valutata e più cara è un classico della fotografia: il gigantesco triciclo verde e bianco in primo piano dimenticato su una strada di un anonimo sobborgo americano, Untiltled 1970.

Untitled, 1970 ©William Eggleston/Eggleston Artistic Trust - Venduta a $578.500 da Christie's il 19 marzo 2012

Per un fotografo, e non solo, le porte di quel mondo chiamato Arte Contemporanea si aprono se le sue opere vengono vendute a prezzi esorbitanti ai collezionisti che contano o se gli viene dedicata, meglio se in vita, una retrospettiva in una istituzione prestigiosa dell’arte internazionale. Sono queste possibilità spesso più comuni e legate tra loro, anche se a volte raggiungere questi ambìti traguardi è dovuto ad una estenuante commercializzazione e sopravvalutazione delle opere, altre invece ad un puntuale, o quasi, riconoscimento storico a beneficio dell’arte e della cultura.
E’ il caso di William Eggleston, personaggio chiave della nuova fotografia fin dagli inizi della sua carriera a metà anni 60, anni in cui la fotografia veniva utilizzata sempre più come mezzo espressivo anche da artisti allora underground e presto diventati classici del contemporaneo.

Nato a Memphis nel 1939, Eggleston comincia a fotografare a colori nel 1965. Fino ad allora, il bianco e nero era predominante. In Europa come negli Stati Uniti, le scuole alla Henri Cartier-Bresson o alla Walker Evans erano punti saldi. Gli occhi dietro le macchine fotografiche, seppur con pellicola in bianco e nero, erano a volte inquieti e contagiosamente curiosi. A New York, infatti, Eggleston frequenta Garry Winogrand, Lee Friedlander e Diane Arbus. Nel 1976 il MoMA, con la direzione del dipartimento di fotografia di John Szarkowski, gli dedica una prima ed importante mostra personale. E’ l’inizio del suo sdoganamento.

Untitled, 1973 ©William Eggleston/Eggleston Artistic Trust. Venduta a $422.500

Untitled, c. 1971-1974 ©William Eggleston/Eggleston Artistic Trusta. Battuta all'asta per $386.500

Untitled, 1973 ©William Eggleston/Eggleston Artistic Trust. $386.500

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2 comments

  1. claudia · March 20, 2012

    ….a volte raggiungere questi ambìti traguardi è dovuto ad una estenuante commercializzazione e sopravvalutazione delle opere….
    ecco, direi ,a mio avviso, che questo succede troppo spesso…..considerare arte certe produzioni ( non uso il temine opere che gia’ di per se’ lascia sottendere ad un manufatto artistico)…basterebbe trovare un termine diverso e nessuno si scandalizzerebbe piu’ difronte a certi obrobri..

  2. Eliseo Barbàra · March 20, 2012

    Non sempre è solo questione di scelta di termini.

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