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Rangsit Photo Festival 2013

For the first time since its establishment in 1990, Rangsit University – a high ranked private educational institution in Patum Thani, Bangkok, focused mainly on science, technology, design and management – has organized a festival dedicated to photography: the Rangsit Photo Festival 2013.

The department of photography of the Faculty of Arts and Design has curated…

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Originally written for Le Journal de la Photographie

Burqa Series © Ampannee Satoh

Burqa Series © Ampannee Satoh

Angkor Photo Festival. The diary.

Mario Algaze, “Cotton Candy, Mexico, 1981”, McDermott Gallery

Mario Algaze, “Cotton Candy, Mexico, 1981”, McDermott Gallery

It’s probably the most friendly festival of photography in the world. 
Going to Siem Reap in Cambodia during the week of the Angkor Photo Festival could mean to discover new photographers from Asia and to find new incredible friends from around the world. Now I understand well what Jean Yves Navel, the director of the festival told me about the three words that are the Angkor Photo’s values: discovery, education and sharing.

Through the Angkor Photo Festival and the Angkor Photo Workshops, we want to Discover and, in some cases, rediscover talented photographers from all over the world and to showcase them on an international platform. TheEducation aspect comes with the Angkor Photo Workshops and the Anjali Photo Workshops for the children at Anjali House. The format is free workshops that aims to provide affordable and accessible professional training for emerging Asian photographers. The latter aims to use photography as a tool to foster creativity – an important part of educational development and encouraging self-confidence.
Last but not least, Sharing is a component that stretches across three events, and involves everyone – the team, the photographers, visitors, and our international audience. Our activities are all about sharing amazing projects and work, sharing of ideals and ideas amongst each other, and of course, sharing our passion for photography.
Starting from the headquarters of the festival, the Angkor Photo Café-Gallery…

(originally written for Le Journal de la Photographie, visit here to continue. Thanks!)

LINKS
Angkor Photo Festival
Interview to Jean-Yves Navel
1961 Gallery
Tanto Tempo
Noorderlicht Festival
Greenpeace International
Indra Widi
Blindboy.org
Gali Tibbon
Andri Tambunan
Athit Perawongmetha
Zhang Kechun
Prashant Panjiar
Yoshihiro Hagiwara
Norihisa Hosaka
Yukichi Watanabe
Ai Takahashi
Toshiya Watanabe
Hiroshi Watanabe
Pablo Bartholomew
Lam Duc Hien
Mario Algaze
Munem Wasif

 

Ogni fotografia è un viaggio – Intervista ad Arianna Rinaldo

Fuga di cervelli dall’Italia, quindi arrivederci anche ad occhi e labbra che hanno visto e raccontato migliaia di storie fotografiche. Occhi e labbra che Arianna Rinaldo, personaggio chiave nel circuito italiano e internazionale della fotografia e dell’editoria, ha portato con sè in Spagna. Consulente fotografica e photo editor, Arianna è spesso invitata a festival e premi  come esperta, giurata e portfolio reviewer. In realtà non credo che nel suo caso sia corretto parlare di “fuga”, bensì una sentita necessità di muoversi verso nuovi orizzonti che, a volte, possono anche tornare alle radici. Infatti, sebbene la nuova casa di Arianna sia in Spagna, martedì 19 giugno sarà in Italia, a Milano, dove presenzierà alla conferenza stampa del festival Cortona On The Move – Fotografia in viaggio di cui è Direttore Artistico.
Ma torniamo alla partenza.

Da Milano a Barcellona. Perché questo cambiamento?
Principalmente è una scelta di vita. E di città. Milano non permette di respirare. Nonostante i 4 (ottimi) anni come consulente fotografico a D-La Repubblica, sentivo la necessità di maggiore libertà e orizzonte. Con la Spagna ho una lunga relazione, a partire da PHotoespaña che ho iniziato a frequentare 10 anni fa (festival sempre con i fiocchi), fino alla collaborazione con la rivista di fotografia OjodePez che, dal 2009, dirigo. Barcellona in particolare è una città vivace, piena di creatività, di aria libera, di movimento, di voglia di fare, di scambi e interscambi. E poi c’è il sole (ah, certo, e spero di aver tempo di insegnare yoga, la mia seconda passione).

Il cambiamento è a volte anche conseguenza di movimento. A proposito di movimento, il Cortona On The Move ti ha nominata direttore artistico. Che edizione ci dobbiamo aspettare?
Cortona è una cittadina splendida, con gente sorridente e spazi magici. La seconda edizione del festival Cortona On The Move – fotografia in viaggio vuole essere magica e sorprendente. Il viaggio è una parola implicita nel lavoro del fotografo. Ogni fotografia è un viaggio. Con questa edizione vorrei portare ogni singolo visitatore a fare un viaggio speciale. Non troverete la classica fotografia di viaggio, quella che ci fa sognare posti esotici e desiderare di essere altrove. Cortona On The Move quest’anno ci farà pensare, ridere, giocare, desiderare. Ci porterà in un’altra dimensione per poi lasciarci comodamente atterrare. Il sogno è viaggio. L’amore è viaggio. La vita è viaggio. Il programma del festival è ricco e variegato, con letture portfoli e workshop stimolanti. Abbiamo appena svelato le mostre dell’edizione 2012.

 (I fotografi in mostra sono Vincent Fournier, Massimo Siragusa, Brian Finke, Giulio Di Sturco, Anoek Steketee, Nicolas Mingasson, Carlo Bevilacqua, Jon Lowenstein, Monika Bulaj, Alessandro Grassani, Riverboom, Chris Churchill e Kitra Cahana. Per maggiori informazioni qui, ndr)

Festival. In Italia ce ne sono tanti, spesso anche con programmi vivi e interessanti, inoltre molti di questi hanno iniziato la propria storia solo da qualche anno. La Francia ha la sua antica tradizione e altri paesi hanno le loro tradizioni e innovazioni festivaliere. In Spagna come vanno le cose? Pensando al mappamondo e alla possibilità di andare ovunque, quali pensi siano le nuove e stimolanti mete di riferimento per la fotografia attuale?
Quando nasce un nuovo festival di fotografia, spesso sento dire…”un altro!?”. Io invece cerco subito le date e lo inserisco nel calendario. Credo che questa crescita di interesse e di produzione nella fotografia siano segni di arricchimento. Certo, non tutti i festival sono di qualità eccelsa e di contenuto originale, ma ognuno permette alla fotografia di esprimersi. Spesso sono tematici oppure focalizzati su un tipo di genere fotografico. I festival più interessanti hanno più livelli di lettura (come i buoni romanzi e i film): danno stimoli sia ad un pubblico più generico, che agli spettatori professionisti che ricercano e riconoscono le tendenze del linguaggio fotografico contemporaneo. Ho la fortuna di frequentare tanti festival a livello internazionale, spesso come invitata per dare workshop o fare letture portfoli, e al momento mi interessa osservare i movimenti dell’Est Europa. Poi, a settembre sono invitata alla Biennale di Fotografia in Corea, vi racconterò!

La carta e i giornali. Hai una lunga esperienza come photo editor. Già da qualche anno dirigi un magazine di fotografia di cui uscirà a breve il 28° numero. Come nasce l’idea del magazine e come nasce ogni singolo numero?
OjodePez compie dieci anni nel 2013. Non mi sembra vero. Io ero presente, come photo editor invitata, al numero 2, quando la rivista, nata da un’idea di alcuni studenti universitari di Comunicazione e capeggiati da Frank Kalero, aveva dato inizio a questo progetto editoriale. OjodePez nasce per riempire un vuoto nel mondo editoriale spagnolo (la rivista è comunque bilingue, spagnolo e inglese, e distribuita internazionalmente) e nel corso di questi dieci anni è maturata. Dopo i primi anni meno strutturati, la rivista è stata “adottata” dalla casa editrice La Fabrica di Madrid, ha assunto una veste grafica professionale, una paginazione fissa, qualche inserzionista, e ha preso posizione nel mondo dell’editoria fotografica.
Sin dall’inizio la sua peculiarità è che ogni numero è editato da un photo editor diverso, invitato dal direttore (dal 2009 sono io) a scegliere un tema e svilupparlo. La natura dei photo editor scelti non è sempre puramente editoriale: possono essere galleristi, curatori, esperti di fotografia. Cerco di variare tipologia di editore, di interessi tematici e di posizionamento geografico: lo scopo è sempre uno sguardo sul mondo che sia vario, aperto, e possibilmente verso il futuro, con un certo ottimismo… cosa non sempre facile. Non esiste una redazione vera e propria, perché facciamo tutto in remoto: io dirigo le operazioni, ovunque mi trovi, il photo editor invitato prepara le proposte, e la grafica si trova a Berlino. L’ufficio editoriale de La Fabrica mantiene i rapporti con i traduttori e redige i testi. La parte di produzione finale avviene a Madrid.

La tua carriera è iniziata in un’agenzia. Per molti “la” agenzia. Con molte altre poi ci hai lavorato dall’altra parte del telefono, come cliente. Le hai viste cambiare. Se dovessi spiegarlo ad un fotografo alle prime esperienze, cosa è un’agenzia fotografica?
Si, ho avuto la grande fortuna di iniziare a lavorare presso la Magnum Photos, a New York. Non potevo chiedere di più. Oltretutto è stato in un periodo molto stimolante in cui iniziava Continue reading

Without. Jessica Dimmock dietro la cinepresa

Jessica Dimmock vive a Brooklyn ed è una delle migliori fotografe contemporanee che amo. Il suo primo libro The Ninth Floor (Contrasto, 2007) le ha permesso di farsi conoscere in tutti gli Stati Uniti e nel resto del mondo. MediaStorm ha poi realizzato, con le foto del libro e le audio interviste di Jessica ai tossicodipendenti ritratti al nono piano della Fifth Avenue, uno dei video multimediali più avvincenti e sconvolgenti degli ultimi cinque anni: appunto The Ninth Floor.
La fotografa americana ha continuato a realizzare reportage di alta qualità estetica e narrativa, come The US StandardPaparazzi! e Coler Hospital, e quest’anno la vedremo, insieme a Diego Garcia, dietro la cinepresa nel film indipendente Without del giovane regista americano Mark Jackson, alla sua prima opera. Il film è stato selezionato al Slamdance Film Festival 2011 che si terrà a fine mese a Los Angeles. Per vedere il trailer clicca la foto.

Plot:
On a remote wooded island, a young woman becomes caretaker to an old man in a vegetative state. She has no cell signal, no internet. Only a year removed from high school and forced to meet the needs of a man who cannot respond, Joslyn vacillates between finding solace in his company and feeling fear and anger towards him. As the monotony of daily routine starts to unravel, boundaries collapse and Joslyn struggles with sexuality, guilt and loss.

Jessica Dimmock è rappresentata da VII Network.