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Crash! Accident five deaths. Andy Warhol secondo David Cronenberg

Horrific. E’ un incidente automobilistico e ci sono state delle vittime. Certo che può sembrare orribile parlarne citando arte e fotografia. Era il 1963, vittime della strada, anonimi per noi oltre 50 anni dopo, vittime come tante, allora come adesso. Il giorno dopo un quotidiano pubblica una fotografia della scena dell’incidente, una foto che nemmeno oggi, pur se assetati e assuefatti di immagini violente, verrebbe utilizzata. Andy Warhol la ruba alla cronaca peritura, la cronaca da uno, due tre giorni e passiamo ad altro. Ne fa un quadro e mette questo tipo di morte sotto altri riflettori. Una luce non superficiale.
Il regista David Cronenberg, che oltre a La Mosca, Videodrome, Il pasto nudo ed eXistenZ ha diretto Crash, racconta le sue impressioni all’opera di Warhol in un video di qualche anno fa realizzato da Ewoudt Boonstra & Parra.

Five Deaths, 1963 ©Andy Warhol. Private collection

Genialità

Come ogni mattina, anche questa mattina visito i siti online di diverse testate giornalistiche, compresa Repubblica.it.
Qui, come altrove, è spesso divertente leggere: lapsus, strafalcioni, castronerie, bufale e drammatiche esagerazioni  esilaranti. Come quella che stamattina vedo in homepage.

Il titolo è una provocazione e non posso non aprire il link:

GB/LA FOTO – Londra, un bus e il Big Ben. Lo scatto di Luke è geniale

In verità sono due, questa è la prima: Continue reading

Barbara Davidson vince il Premio Pulitzer 2011

Per la sezione “Feature Photography” del Premio Pulitzer 2011 è stata premiata la fotografa del Los Angeles Times, Barbara Davidson, per il lavoro in bianco e nero sulla violenza e le vittime di due sobborghi di LA, Compton e Watts.

Per saperne di più e vedere le immagini, clicca qui.

At Miller Children's Hospital in Long Beach, Erica Miranda waits for her bandage to be changed. The 10-year-old was shot three times in the back, knee and hip while playing basketball outside her home in Compton in what police believe was a gang assault. A 17-year-old relative of her stepfather and a 45-year-old family friend were also shot three times and survived ©Barbara Davidson/Los Angeles Times

L’altro Pulitzer per la fotografia, dedicato alle news, è andato a Carol Guzy, Nikki Kahn e Ricky Carioti del Washington Post per la documentazione del terremoto di Haiti.

“6 Mois”, la rivista ambiziosa

©Mischiru/Flickr

6 Mois” è il nome di una nuova rivista di fotografia che uscirà in Francia dal 24 marzo. Come recentemente riportato dal sito di Le Nouvel Observateur, la rivista sarà pubblicata – appunto – ogni 6 mesi e si occuperà, fotograficamente, di eventi internazionali e tutti i cambiamenti di cui è testimone il mondo.  Pagine: 350. Praticamente un libro.
Il direttore dell’interessante ed ardua impresa è Alain Frilet. Ex Libération e già direttore di Eyedea e Magnum Photos a Parigi, Frilet ha dichiarato che 6 Mois diventerà una sorta di archivio fotografico che, costruito anno per anno, conserverà la memoria collettiva di fatti e misfatti da ogni parte del mondo.
La rivista-libro sarà pubblicata su carta di alta qualità e non avrà pubblicità, al prezzo di € 25 a numero. Inizialmente uscirà solo in Francia, ma sono state già avviate trattative in altri paesi. Ambizioso. E’ forse quello che serve di questi tempi, l’ambizione.

Altre inso su Mag 360°.

Link: 6 MOIS

Le foto dell’anno? No, di più

A giorni cominceremo a vedere su giornali e siti web l’annuale, classico e dovuto appuntamento delle “migliori foto dell’anno”. Gallerie con immagini potenti, drammatiche, buffe, commoventi, insignificanti, d’autore, fortuite, ossessive e tanti altri aggettivi che si possono (o si devono) usare caso per caso. Per due anni ho svolto parte di questo lavoro, quando da Grazia Neri mi occupavo anche dell’Agence France Presse. Più o meno in questo periodo, insieme all’amata collega Livia, si raccoglievano tutti i migliori scatti prodotti e distribuiti dall’agenzia di Parigi. Erano centinaia e centinaia, già frutto di una selezione quotidiana nostra e di Afp. In sole poche ore vedevamo concentrarsi un anno intero e buona parte dei suoi eventi da ogni angolo di mondo. Lo ammetto: a volte non ricordavo che fossero successi determinati fatti oppure li confondevo tra loro. Ed erano passati solo, al massimo, 11 mesi. L’attualità. Non credo di essere il solo a dimenticare facilmente qualcosa che poco prima era attualità. O forse sono un tipico italiano medio dalla memoria corta. Continue reading

L’edicola più grande al mondo

Avevo inizialmente pensato di aprire questo post descrivendo una scena quotidiana che a chiunque capita di vedere. Ambientazione: una qualsiasi via o piazza italiana, un’edicola, l’uomo/donna dell’edicola è chiusa nel proprio chiosco, intorno a lui/leu giornali di ogni tipo, clienti si avvicendano con monete e banconote in mano per acquistare quotidiani e riviste. Credevo di dover affrontare il futuro delle edicole, ma non è il caso anche perché secondo me è inutile parlare della loro fine. E sinceramente, oggi, non mi interessa la loro sorte. Quello di cui volevo parlare è invece una nuova tipologia di edicola, per letture digitali ad alta definizione, senza carta, dislocata, multimediale, completa e soprattutto la più grande al mondo.

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