Crash! Accident five deaths. Andy Warhol secondo David Cronenberg

Horrific. E’ un incidente automobilistico e ci sono state delle vittime. Certo che può sembrare orribile parlarne citando arte e fotografia. Era il 1963, vittime della strada, anonimi per noi oltre 50 anni dopo, vittime come tante, allora come adesso. Il giorno dopo un quotidiano pubblica una fotografia della scena dell’incidente, una foto che nemmeno oggi, pur se assetati e assuefatti di immagini violente, verrebbe utilizzata. Andy Warhol la ruba alla cronaca peritura, la cronaca da uno, due tre giorni e passiamo ad altro. Ne fa un quadro e mette questo tipo di morte sotto altri riflettori. Una luce non superficiale.
Il regista David Cronenberg, che oltre a La Mosca, Videodrome, Il pasto nudo ed eXistenZ ha diretto Crash, racconta le sue impressioni all’opera di Warhol in un video di qualche anno fa realizzato da Ewoudt Boonstra & Parra.

Five Deaths, 1963 ©Andy Warhol. Private collection

Genialità

Come ogni mattina, anche questa mattina visito i siti online di diverse testate giornalistiche, compresa Repubblica.it.
Qui, come altrove, è spesso divertente leggere: lapsus, strafalcioni, castronerie, bufale e drammatiche esagerazioni  esilaranti. Come quella che stamattina vedo in homepage.

Il titolo è una provocazione e non posso non aprire il link:

GB/LA FOTO – Londra, un bus e il Big Ben. Lo scatto di Luke è geniale

In verità sono due, questa è la prima: Read More

Le foto dell’anno? No, di più

A giorni cominceremo a vedere su giornali e siti web l’annuale, classico e dovuto appuntamento delle “migliori foto dell’anno”. Gallerie con immagini potenti, drammatiche, buffe, commoventi, insignificanti, d’autore, fortuite, ossessive e tanti altri aggettivi che si possono (o si devono) usare caso per caso. Per due anni ho svolto parte di questo lavoro, quando da Grazia Neri mi occupavo anche dell’Agence France Presse. Più o meno in questo periodo, insieme all’amata collega Livia, si raccoglievano tutti i migliori scatti prodotti e distribuiti dall’agenzia di Parigi. Erano centinaia e centinaia, già frutto di una selezione quotidiana nostra e di Afp. In sole poche ore vedevamo concentrarsi un anno intero e buona parte dei suoi eventi da ogni angolo di mondo. Lo ammetto: a volte non ricordavo che fossero successi determinati fatti oppure li confondevo tra loro. Ed erano passati solo, al massimo, 11 mesi. L’attualità. Non credo di essere il solo a dimenticare facilmente qualcosa che poco prima era attualità. O forse sono un tipico italiano medio dalla memoria corta. Read More