Fare libri di fotografia

©Teun Van Der Heijden for Foam

E’ una bella parola “fare” e saper fare è bello. Ovvio, dipende da cosa. Per cambiare, parliamo di fotografia e il saper fare bei libri di fotografia. Da pochi anni si parla tanto del “self-publishing”, come se fosse una novità quando in realtà, in passato, si chiamava, ad esempio, “libro d’artista” il quale era una ricercata prova espressiva, rimarcando anche sull’unicità dell’opera-oggetto stessa. Ora è forse più semplice farsi un libro da soli, a casa, come lo è fare film o un album musicale. Il mercato editoriale, certo, è cambiato e il “crowdfunding” non è comunque la soluzione, al massimo può solo convivere all’interno della rete produttiva e distributiva già consolidata.
Dando per scontato che il contenuto di un libro fotografico in cantiere sia altamente valido e dando per raggiunto un obiettivo finanziario per la produzione tramite il crowdfunding, poi il libro chi lo fa? chi lo progetta o lo disegna?
Le alternative sono tante e per chi dovesse scegliere di rivolgersi ad un professionista, l’intervista del designer olandese Teun Van Der Heijden rilasciata a GUP Magazine è davvero interessante.

Tra gli altri libri, Van Der Heijden ha lavorato su Diamond Matters di Kadin Van Louhizen, Black Passport di Stanley Greene e Interrogations di Donald Weber.

GIANCARLO CERAUDO – Destino final

Un documentario del fotografo Giancarlo Ceraudo racconta l’inchiesta che ha permesso di ritrovare tre aerei usati per i voli della morte in Argentina. Alcuni piloti potrebbero essere presto arrestati.

Il video sarà proiettato il 19 maggio 2011 nell’ambito del festival dei diritti umani di Buenos Aires. È stato realizzato da Ratworld Tv.

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