Il mercato nero dell’estinzione – Intervista a Patrick Brown

Qualche cifra per introdurre il suo libro di cui andrò a parlare e di cui lo stesso autore fotografo parlerà nell’intervista.
Le cifre in questione sono i dollari che girano in uno dei mercati neri più efferati e meno noti che alimentano, voracemente, molte organizzazioni criminali nel mondo.
In India un bracconiere viene pagato $350 per uccidere un rinoceronte e cavarne via il corno, che poi è venduto a $1.000 al più vicino mercato della zona. Da qui, il corno lavorato e confezionato prende la strada di Hong Kong, Pechino oppure del Medio Oriente o l’Occidente con quotazioni che arrivano fino a $370.000. Un altro esempio: le ossa di tigre hanno un valore stimato di oltre $700 al chilo.
Superfluo aggiungere che queste cifre sono così alte per il fatto che si tratta di animali in via di estinzione e quindi rari e preziosi agli occhi dell’avidità cieca del mercato, e la causa di tale cruda ricchezza non è di natura darwiniana ma terribilmente e volontariamente umana.
Il problema è serio e ogni giorno è affrontato a livello internazionale da forze dell’ordine, istituzioni socio-politiche e organizzazioni non governative ambientaliste e non, con lo scopo di combattere e debellare questo crimine. Seppur altri ben noti mercati neri occupano maggior spazio nella comunicazione mediatica, anche questo dovrebbe avere la sua alta attenzione, se non quotidiana almeno un po’ più scrupolosa e che non si  limiti all’elenco degli animali imbalsamati scoperti e sequestrati dalla villa-zoo del milionario di turno.

Per fortuna c’è chi che con le proprie forze prova, riuscendoci, a colmare le mancanze di attenzione al problema. Patrick Brown è un fotografo australiano ma cresciuto in Gran Bretagna e da diversi anni basato a Bangkok. Una decina di anni fa ha iniziato un impegnativo e talvolta pericoloso lavoro, un progetto fotografico a lungo termine sul mercato nero degli animali in via di estinzione, Trading to Extinction, che lo ha portato a documentare tutta la catena di questo marcio mercato, dalle giungle del sudest asiatico in compagnia dei bracconieri alle grandi scrivanie di mogano di qualche acquirente privato della City di Londra.

At Scotland Yard's animal protection unit, an officer displays a tiger's head seized during a raid in London, 2004. ©Patrick Brown/Panos Pictures

Le fotografie di Brown sono state più volte utilizzate da numerosi giornali internazionali e più volte premiate, compreso un World Press Photo, ma ora è possibile contribuire alla pubblicazione di un libro. Tramite la piattaforma di Emphas.is (da febbraio 2012 anche editore o meglio casa di microeditori-contributors; i primi tre progetti hanno coinvolto, oltre a Brown, Peter Dench e William Daniels), chiunque può partecipare al crowdfunding del libro. Con €60 si ottiene il libro, oltre a contribuirne alla pubblicazione, con €500 si può avere una copia da collezione e la stampa autografata di una fotografia che Patrick stesso stampa nel suo laboratorio di Bangkok. L’obiettivo da raggiungere è di €14.900 entro fine aprile, oggi (10 aprile) ha già superato €18.500.

James Estrin di Lens del New York Times ha definito Patrick uno “stubborn man“, un uomo cocciuto e tenace. Anche per questo motivo ho voluto sentir Patrick:  il lavoro che ha fatto è straordinario (non solo dal punto di vista fotografico) e la sua tenacia è giusto che venga premiata e riconosciuta. L’intervista è pubblicata nella versione originale.

For years you’ve travelled across Asia documenting the devastating impact of wildlife trafficking. How was your first experience in the field when you started? Did you have problems with police officer of poachers?
My first experience was Read More